Il mago dal cuore di pietra

Il Finale è raccontato da Rachele di 3 anni e mamma Alessia

Scuola Infanzia Ugo Caparini - Talmassons UD


C’era una volta, non molto tempo fa, un vecchio castello, le sue mura cadevano ormai a pezzi e quando pioveva, dal tetto entrava la pioggia. In questo castello viveva un mago, vecchio quasi come il castello, con una lunga barba bianca e un bastone ricurvo su cui si appoggiava per camminare.
Il MAGO viveva da solo nel castello, da molto tempo nessuno andava a trovarlo, la gente del villaggio AVEVA PAURA di lui, si diceva infatti che fosse un mago malvagio e che il suo cuore fosse di pietra, e per la paura tutti si nascondevano nelle loro case.
Tuttavia il mago non era sempre stato malvagio, un tempo il suo cuore non era di pietra, ma era un cuore fatto d’oro, questo lo ricordava bene RUBINIA, una simpatica bambina che abitava al limitare del villaggio, in una piccola casetta circondata da un GIARDINO pieno di FIORI COLORATI E PROFUMATISSIMI. Rubinia era stata amica del mago, insieme agli altri bambini del villaggio, andava spesso al castello a giocare con lui e insieme coltivavano i fiori del suo giardino, che grazie alla sua magia erano i più belli di tutto il mondo.
Un brutto giorno però un mostro era arrivato al castello ed era entrato nel cuore d’oro del mago, trasformandolo in pietra. Da quel giorno né Rubinia né nessun altro aveva potuto entrare nel castello perché il mago era cambiato, i suoi occhi non erano più gentili e le sue magie non creavano più fiori bellissimi, ma solo lampi e tuoni per cacciare via tutte le persone. Rubinia non aveva paura, lei sapeva che il cuore del mago avrebbe potuto ritornare quello di un tempo, ma occorreva trovare un modo.
Così un giorno, stufa di dover stare chiusa in casa, chiamò tutti i bambini del villaggio a casa sua per cercare insieme una soluzione: come trasformare il cuore del mago in un cuore d’oro con i colori dell’arcobaleno?


Grazie al contributo di tutti i suoi amici, Rubinia organizzò un piano per creare un arcobaleno che colpisse il cuore del mago trasformandolo nuovamente in oro. I bambini lo sanno: alla fine dell’arcobaleno si trova sempre un forziere pieno di monete d’oro!
I bambini raccolsero tutta la sterpaglia attorno al castello, tutto ciò che rimaneva di quello splendido giardino colorato. Unendo tutte le energie, intrecciando tutti gli steli e i rami secchi, crearono un’enorme palla, si arrampicarono sulle mura diroccate del castello fino al tetto e passandosela di mano in mano, portarono lassù anche la grossa palla di sterpi. La posizionarono proprio sopra la camera da letto del mago, dove c’era il buco più grande del tetto.
Pioveva, c’erano lampi e tuoni, il solito temporale creato dal mago.
Appena il mago salì in camera sua, Rubinia con un fiammifero diede fuoco alla grossa palla che diventò così luminosa e piena di energia che sembrava il sole.
La luce provocata passò attraverso il temporale e creò un bellissimo arcobaleno che andò a colpire il petto del mago. Fu così che il piano si compì: la camera si riempì di luce colorata di tutti i colori più belli e il cuore del mago ritornò d’oro.
Gli occhi del mago tornarono gentili, un enorme sorriso ritornò sul suo volto che non era mai stato così bello. I bambini gli corsero incontro e si abbracciarono a lungo. Al mago non serviva più il bastone per camminare, aveva una nuova energia e con una magia fece tornare splendente come un tempo anche il palazzo diroccato.
L’amore, l’armonia, i colori ritornarono nel villaggio. I bambini trascorrevano gran parte della loro giornata in compagnia del mago creando ogni giorno dei fiori diversi e ricchi di colore… tutti insieme formavano uno spettacolare arcobaleno!

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